Andreina Moretti

 

                                                         
 HO BISOGNO DI ACQUA

Dolenzia mortificante
tra le cosce graffiate,
sanguina la vagina lacerata.
Acqua, ho bisogno di acqua,
voglio lavare il disgusto profondo,
allontanare il tanfo di animale
che avaria la mia carne.
Acqua, ho bisogno di acqua,
per nettare l’anima immonda,
celando la colpa.
Mio Dio ho la nausea
vomito,
vomito abominio e rabbia.
In quanti erano nel buio?
La paura non ha voce,
ero muta…l’urina mi bagnava i piedi.
Lo sperma ha deflorato il mio corpo,
il viso, la bocca.
Io muta piangevo,
abusata dal branco furente,
quattro, dieci…forse venti volte non sò!
Acqua , ho bisogno di acqua
per trascinare nelle fogne
l’impotenza, la vergogna e la rassegnazione.

CIO’ CHE ACCADE

Ciò che accade quando il buio striscia sui muri delusi,
rubando al silenzio la fatica di esistere.
Ciò che accade nel buio dell’anima, tra le pieghe sgualcite
del cieco destino.
Ciò che accade nel buio delle vie, svelando il corpo corrotto
da sperma e sudore.
Ciò che accade nel buio dei candidi bambini ,
violati nella melma di spine e vergogna.
Ciò che accade nel buio dei folli, vestiti di agonia e pietà
come i poveri e i vecchi, senza volto e senza età.
Ciò che accade nel buio del mondo si ripete nel buio del cuore,
ciò che accade nel buio del sogno è simile al buio della menzogna,
come tra una vita rubata ed un’ingiusta sentenza,
tra un grammo di droga e il vuoto del niente,
un fiasco di vino e un abbraccio fraterno,
le sbarre del carcare e un laccio alla gola
tra un urlo straziante e il bisogno di amore.
Ciò che accade nel buio aspettando la luce,
immersi tra sguardi migliori di uomini nuovi.

TORNA…TORNA SEMPRE

Il mio pensiero gravido di sofferenza,
scivola lungo il bordo di un’esistenza sterile,
partorendo desideri come feti immaturi.
La beltà sconvolta da un maleficio
lascia un segno scolpito
negli occhi umidi di nebbia
imploranti una clemente sentenza
per un’ infausta pena.
Il passato è una ragnatela vischiosa
che trattiene come insetti
le verità cucite, le scelte sbagliate e
i desideri abortiti,
e torna,
torna…torna sempre…il passato è condannato a tornare.
Torna nel sonno , nelle mattine abbandonate,
nelle lacrime di pietra,
torna nell’adulto rimpianto, nel gusto amaro del veleno,
nella santa morte quotidiana.
Torna nell’impotenza del destino,
nella disperazione del cuore,
nell’abbandono dei giorni …torna…torna sempre.
Torna anche quando non lo vorremmo…quando lo rifuggiamo
costretti a un cammino con lo sguardo rivolto indietro.

IL NERO RESPIRO DELLA FINE

La solitudine vortice dei giorni silenziosi
mi fa compagnia, mentre le voci dentro me
sussurrano incessanti e ossessive parole di morte.
La mia immagine evade disperata e convulsa
dal riflesso di uno specchio menzognero,
occhi stanchi socchiusi al dolore del mondo egoista,
sempre più ghetto, sempre più gabbia.
Nemici invisibili spaventano il mio fragile animo,
sprofondo in una spirale inesorabile e annego,
il nulla insistente mi spinge al vizio assurdo e continuo,
dove l’impossibile prende possesso,
sangue sempre più scuro si secca sul terreno bramoso
della mia essenza.
Nessuno mi cercherà domani,
nessuno mi strapperà dal baratro doloroso
nessuno noterà il nero respiro della fine
aleggiare greve e pesante come anima senza pace,
nessuna resurrezione è consentita ai disperati
solo una macchia al suolo griderà amore ad un cielo sordo
che avrà pietà del peso del suo travaglio.

UN FOGLIO BIANCO

La mia vita è un foglio bianco, uno spazio vuoto senza margini
che asseconda lo scorrere monotono e sempre uguale
dei giorni stanchi e confusi.
Un foglio bianco senza ricordi, senza immagini, senza musica,
un foglio sordo, un foglio muto, senza inizio, senza fine,
un foglio senza la forza di trattenere le sue esperienze.
Il nulla ruba la sostanza dell’essere,
neanche il nome lascia l’ombra di un tracciato.
Una sterile assenza, un corpo senz’anima,
consunto, usato, stanco,
consapevole che nessun inchiostro ne mai bramerà di completarlo.
Il bianco non è sempre purezza…
è il baratro della rassegnazione che aleggia in noi,
è il nulla che rende invisibili e inutili i fogli come me.

 

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. Poesie molto forti, dolenti, prive di qualsiasi barlume di speranza. Belle.

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  2. Benedetta ha detto:

    Belle e molto profonde..

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  3. Monica ha detto:

    Tutte molto belle e vere!!!! 🙂

    Piace a 1 persona

  4. Angelica ha detto:

    Sono davvero stupende !!!

    "Mi piace"

  5. loriana ha detto:

    Versi che graffiano e non vanno più via, assieme alla dolente rabbia e rassegnazione per una violenza arrivata come una furia devastante, che non lascia più niente… Belle

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  6. Voti utili ai fini del concorso 5

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