Silvana Stremiz

DONNA VIOLENZA 2.jpg

IL GELO DELLA VIOLENZA

Su di lei
gocce di lui
di sudore e alcol .

Si spensero
le stelle nel cielo
ad una ad una
lentamente
sentii penetrale dentro
il gelo della violenza
e quel dolore nel petto
spaccarle il cuore
in mille spezzi
e mille pezzi ancora.

Mai una notte fu più lunga
mai dolore fu più atroce
mentre la sua anima gridava
con il terrore negli occhi.

Tutto accade lentamente
come il tempo del dolore
che non passa mai quando
taglia in due il respiro.

 
SOTTO I LAMPIONI

Sotto i lampioni
Sull’orlo del marciapiede,
per disperazione
o semplice perversione,
s’incontrano corpi sconosciuti
per un’ora.

Quante mani si sforano.
Quanto lo squallore
vissuto, sentito
quanta angoscia.

Quanti orgasmi regalati,
piaceri provati
o disgusto interiore?

Prigioniere del bisogno,
schiave di una mafia.
distributrici di piacere,
sfruttamento interiore,
corpi martoriati..
Volti soddisfatti,
volti disperati,
grida di piacere,
grida d’aiuto.

Sotto i lampioni
i colori si confondono,
la disperazione si cela,
il trucco nasconde,
ma la disperazione permane.

 

LIVIDI DI DOLORE

I lividi ormai blu
hanno attraversato l’epidermide
trafiggendo il cuore.

Trafiggano l’anima
oggi come allora.

Il dolore compone
con i ricordi
e la disperazione
note di eterna agonia.

ERA INNOCENTE

Era una bambina
sognava il principe azzurro,
le favole erano ancora una realtà.

Poi arrivò lui in una notte d’estate,
rubando la magia a un bacio
e con violenza le ha strappato
la cosa più bella: “l’innocenza”.

Quegli occhi imploravano no,
quelle lacrime erano di dolore
e quel “no” era terrore.

I sensi di lui hanno goduto
su quel corpo ancora acerbo,
spezzando le ali ai sogni di bimba
rubando i colori alle sue favole.

Lui le ha spezzato le gambe al cavallo bianco
e tagliato la testa al principe azzurro.
Biancaneve è rimasta avvelenata
Cenerentola è rimasta serva,
il principe si è trasformato nell’uomo nero.

Lui le ha rubato il sole ai suoi giorni
spegnendo il calore dell’estate,
portando l’era glaciale
alla sua anima.

 
UN SECOLO DI DOLORE
Appesa al chiodo
del troppo dolore
l’anima violentata
non VIVE
non respira
muore lentamente
abbracciata ad un secolo
eterno di dolore.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Andrea ha detto:

    Belle , toccanti

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  2. GIOVANNA ha detto:

    Quando scrivi vai oltre le parole.

    "Mi piace"

  3. ROSANNE ha detto:

    Capolavoro 💝

    "Mi piace"

  4. Voti utili ai fini del concorso 3

    "Mi piace"

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