Alfonso Gargano

soli

Sogno spezzato

Com’era bella l’Italia in cartolina
Mare, sole ed aria divina.
Com’era bella l’Italia in televisione
Musica, feste e tanta emozione.
Uno stipendio ed un avvenire
La smania forte di partire.
Nel cuore l’abbraccio alla partenza
Affidandosi a chi aveva conoscenza
La promessa di un buon lavoro
Onesto e di tutto decoro.
Ma arrivata nel paese sperato
Il paradiso in inferno è trasformato.
Sequestrata la vita e il passaporto
Schiaffi, calci e il fiato corto.
Minacce personali e ai familiari
Anteprima di giorni bui ed amari.
In valigia i sogni ed un’elegante sottana
Mi son svegliata in strada a fare la puttana.

Una rosa recisa

Ogni rosa ha le sue spine,
Ogni amore ha le sue mine.
Colto il fiore con delicatezza,
Ammirando la floreale bellezza,
Innaffiato con premura
Nel vaso tra le quattro mura.
Coccolato con amore
Da chi ha donato il cuore,
Orgoglioso e sorridente
Ossessivo e prepotente.
Ma le rose pungono anche
Quando sono tristi e stanche.
La reazione del rude giardiniere
È priva delle buone maniere.
I petali cadono sulla nuda terra
Come lacrime in tempo di guerra.
La rosa lentamente s’appassisce,
Soffre silenziosa e non capisce.
Da chi l’aveva curata e amata
Ora si sente solo minacciata.
Chiede aiuto sola ed impaurita
Da una scheggia più che impazzita.
E dopo una furia non improvvisa
Nel vaso rimane una rosa recisa.

Un pugno “d’amore”

La vita chiusa tra quattro mura
Una strana sensazione di paura.
Pronto il pranzo e pronta la cena
Sesso a letto anche senza vena.
La camicia stirata in modo perfetto
Per l’uomo il massimo rispetto.
Un livido nero sull’occhio e nel cuore
Come segno di vero e grande amore.
Ti meravigli che abbandonandoti ti odiava
Era tua moglie non la tua schiava.

Sposa bambina

Una vecchia sedia a dondolo di legno
Del consumo del tempo porta il segno,
In un angolo di una stanza tetra
Mente fredda e cuore di pietra.
Impaurita al centro della stanza
La vittima indifesa e senza speranza,
Un cavalluccio variopinto e delicato
Un timido dondolio appena accennato.
E quando il fatidico momento è giunto
Il movimento deve essere congiunto
Sincronizzando ogni dondolio
Ignorando qualsiasi scricchiolio.
Il legno duro e prepotente
Penetra la plastica violentemente
Sconquassando senza alcuna pietà
Chi non era pronto alla novità.
Alla fine scende un’aria silenziosa
E tanta complicità omertosa.
Rimane un vecchio legno contento e cotto
Ed un giocattolino irrimediabilmente rotto.

Dio ma cosa ho mai fatto?

Le pietre arrivano in successione
Lanciate da mani con precisione.
Una donna fino allora piena di vita
Si accascia per terra atterrita,
Sussulta ad ogni colpo piano piano
Sperando in una mano amica ma invano.
Il respiro scivola via lentamente
Tra le urla e le imprecazioni della gente.
L’ultimo pensiero le rimane intatto
“Dio mio ma cosa ho mai fatto?”

18 commenti Aggiungi il tuo

  1. Alessandra ha detto:

    Assolutamente sublime

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  2. Giuseppe Spartà ha detto:

    Poesia toccante e significativa. Complimenti.

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  3. Andrea Servolini ha detto:

    …quando Alfonso supera Alfonso ecco una nuova Poesia!

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  4. Rosaria ha detto:

    Le parole suscitano emozioni profonde solo se la sensibilità alberga già nel proprio cuore.

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  5. Elena Lipenholc ha detto:

    Leggendo mi sono emozionata, complimenti!

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  6. Giovanni ha detto:

    Conosco da tanto tempo le liriche di Alfonso e leggerle è sempre un piacere ed un motivo di riflessione.

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  7. Patrizia ha detto:

    Emozionanti intime delicate toccanti. Complimenti :bellissime!

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  8. Maria Antonietta Tafuri ha detto:

    Le poesie di Alfonso Gargano sanno descrivere momenti dolci e piacevoli della vita,ma anche dolorosi e struggenti, quelli che lasciano cicatrici indelebili nell’anima di ognuno di noi.Conosco Alfonso dall’infanzia e, grazie alle sue liriche, rivivo momenti felici di quando ero piccina e quando la vita mi sorrideva ancora.Grazie Alfonso e…Ad maiora!

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  9. Bravo Alfonso! Speriamo che qualche “uomo” impari dalle tue parole!

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  10. Leo Eduardo ha detto:

    Dopo aver letto, ecco il mio commento:
    Le delicate rime di Alfonso Gargano penetrano nel cuore e lasciano riaffiorare sentimenti e ricordi…
    Poeta vero Alfonso, la cui lirica emoziona sempre!
    Complimenti.

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  11. Anna D'Auria ha detto:

    Belle e profonde. Complimenti

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  12. Maria Cristina Palumbo ha detto:

    Emozione! Una parola che ti appartiene, caro Alfonso!
    Bravo!

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  13. roberto ha detto:

    belle parole,molto toccanti!
    complimenti

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  14. lucio scafuri ha detto:

    Un approccio delicato, come gli argomenti. In punta di piedi. Grande Alfonso!

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  15. Ivana Benigno ha detto:

    Bravo Alfonso Gargano la tua sensibilità ti fa onore, è un piacere averti come amico e sapere che anche tu disprezzi questi mezzi uomini che ,per sopperire alle loro deficienze fisiche mentali e intellettuali, sfogano le loro frustrazioni sulle donne perchè il loro stesso inconscio le riconosce superiori…………
    chi picchia le donne lo fa perchè solo cosi riesce a sopraffarle

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  16. Azzurra Liliano ha detto:

    Il talento deve trovare il giusto sfogo…e in Alfonso ha trovato la giusta collocazione…complimenti!

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  17. Maria Lio ha detto:

    Profondo ed emozionante come pochi…
    Grande Alfonso:-)

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  18. Voti utili ai fini del concorso 17

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