Elisabetta Sancino

sette

GIOVEDI’ SERA
L’ha sgozzata giovedì sera
mentre il suo bambino dormiva
non se n’è accorto il vicino di casa
c’era una magnifica luna di primavera
il campanile del Milleduecento
non ha perso nemmeno un rintocco
noi ascoltavamo musica sul divano
tu come allora mi tenevi la mano
poi all’improvviso ci siamo messi a ballare
-era così tanto che non ballavamo insieme!
Ma in quel momento lui la stava ammazzando
un po’ è colpa sua, ha detto poi una signora
quella lì se l’è andata a cercare
sempre vestita come una puttana
una donna vicino ai quaranta
ovvio che l’occhiata ci scappa
poi il marito s’arrabbia
sì lo so che aveva un bambino
c’era sempre lei a prenderlo all’asilo
era in classe col mio
però non ci ho mai parlato
no, non era proprio il mio tipo
comunque il marito l’amava davvero
in ogni famiglia vola qualche schiaffo
stavolta sarà stato un ictus
raptus, si dice raptus,
ecco un raptus di follia
ma a parte quello era un marito modello
era lei che aveva deciso di andar via.

FALO’ DI SANT’ANTONIO A Eilish
Potrei anche tacere
fino allo spuntar delle viole,
restare in agguato tra i rovi
badando bene a non bruciarmi i piedi.
Del resto, qui gennaio è sempre fuoco,
fumo, odore di rami riarsi
e ciarpame, che esala spirali di vuoto.
Silenzio.
Il lamento delle poiane come un monito
fende il cobalto del Naviglio
mentre il ghiaccio si frantuma sotto i piedi
in croste di fango.
Tacevo anche quel pomeriggio
quando bussai alla tua porta
spogliata e gelida,
lo scheletro di una betulla nana
sferzato da raffiche di bufera.
Così mi hai esplorata,
sfregiando la mia corteccia
bianca e benedetta.
Adesso tocca a te,
hai detto,
io la mia parte l’ho fatta.
Quella sera danzasti attorno al fuoco
spettro fra gli spettri.
Io,
tre metri più in là,
a vomitare sugli sterpi.

PRIMAVERA
Sono nata dalla tua costola
ma ho corpo e testa
il mio vigore nelle ore di veglia
è un mistero che la tua specie ignora.
Sono d’acqua e di ombra
in me prende forma la vita
galleggia, si nutre, mi trasforma
io sono il veicolo
che traghetta tutto sul cuore della terra:
ogni creatura umana, di ogni sesso e razza,
è nata, come te,
da una donna.
Pensiero inconcepibile,
un fiore che spacca la pietra
un pulviscolo che acceca
un’alga che resiste all’onda
alla violenza più bieca.
Anche volendo, non potrai cancellarmi
con un coltello, una pistola, una sberla:
sono femmina, ricordalo,
come la primavera
che ritorna sempre a colonizzare la terra.
Non mi fermi,
non mi controlli
non arginerai mai la mia piena.
Io sono femmina,
femmina e fiera.

LEZIONI DI BUONE MANIERE
Il carnefice ama la sua vittima
così tanto che la deve battere
a mani nude, come un pandeiro
un rebolo
o un repique de anel
con dita grosse e ingioiellate
per lasciare impronte più forti
sulla carne debole
perché la donna è fragile
e si lascia trasportare
da ogni refolo di vento
si chiude, si apre
specialmente si apre
si fa impollinare
il sesso, il cuore, l’anima, il cervello,
da ogni particella che vola per il mondo.
Una creatura così va raddrizzata
come gli alberi che piantava mio nonno:
bastava un palo biforcato,
anelli, corde, asole di ferro
e la chioma si tirava su tutta d’un pezzo.
La donna non è poi così stupida,
lo sa che si vuole solo il suo bene
con lei si fa come coi bambini:
il bastone e la carota
ma soprattutto il bastone
e vedrai come ti ascolta,
come impara la lezione.

BESTIA
Ma io non sono come te:
io giro nuda, senza orpelli
raccolgo gocce di rugiada
nell’incavo dei palmi.
Vorresti mettermi un guinzaglio
fare di me la tua tigre viola
una bestia da esporre in salotto
quando arriva la gente che paga.
Ma io non sono come te
se m’incalzi, io fuggo
sfuggo alla tua logica da perdente:
non sei padrone nemmeno del tuo corpo,
figuriamoci del mio,
che è pura luce cangiante.
Te l’avevo già detto
dopo il primo sputo
te l’ho gridato ancora
con un dente rotto
ti ho intimato
di starmi lontano
tu che non sei uomo
e non mi sei né padre né figlio
non sei nessuno
non esisti nemmeno
con tutti quei tuoi attributi in vista
– muso, sesso, bocca, lingua-
Ricorda, gli stessi attributi
li ha anche una bestia.
E allora, dimmi, dove sta la differenza?

11 commenti Aggiungi il tuo

  1. Fiamma ha detto:

    Parole che non lasciano indifferenti, specie quelle della prima poesia. Ti fa capire quanto a volte le persone colpevolizzino la vittima anziché comprenderla. C’è dolore ma anche forza in queste poesie. Perché le donne hanno la forza di andare avanti sempre

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  2. astrid ha detto:

    Bellissime poesie soprattutto Lezione di buone maniere per le immagini insolite e mai scontate. Le tue poesie commuovono e danno forza

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  3. anna ha detto:

    Mi piace come scrivi e quello che dici. Forma e contenuto in equilibrio perfetto anche quando si parla di cose terribili. Grazie per le tue poesie!

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  4. Silvia ha detto:

    Bellissime poesie e parole che fanno riflettere.

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  5. Marina ha detto:

    le tue poesie arrivano dritte al cuore e lo fanno sobbalzare, ogni singola parola sorpassa il muro dell’indifferenza che spesso le persone insensibili e grette provano verso le donne ferite a morte..portale con te ovunque andrai..spaccheranno il silenzio e urleranno d’amore.

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  6. gianni ha detto:

    Sono un uomo ma le tue poesie mi hanno colpito. Bellissima Primavera. Giovedì Sera una una ironia tragica che fa pensare. La metterei su un cartello per sfilare a una manifestazione contro il femminicidio. Parole che lasciano il segno.

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  7. ottavio riccardo ha detto:

    Tutto quello che ho letto mi ha colpito ma soprattutto Lezione di buone maniere. Ti fa pensare all’atteggiamento che tanti uomini sbruffoni hanno verso le donne. Ma nessuna donna si deve raddrizzare o trattare con brutalità. Da uomo io non lo farei mai. Poesia ironica mai retorica. Bella.

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  8. Egidia ha detto:

    Poesie toccanti, urlanti di dolore, parole fiere che entrano dentro e mi fanno dire che davvero nessuna donna deve più subire violenza, giustificare gesti di non amore. Sono crimini e come tali vanno condannati sempre e denunciati. Non saprei scegliere tra le tue poesie. Sono stupende. Sono già nel mio cuore e nella mente e spero abbiano la maggior diffusione possibile. Grazie.

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  9. Anna ha detto:

    Parole beLissone che arrivano dritte al cuore e vi lasciano qualcosa, come un seme, che magari un giorno germogliera’ in ogni donna che troppo spesso è vittima.
    Le tue poesie sono tutte bellissime, ma se dovessi scegliere, sceglierei Primavera, perché la fierezza e l’orgoglio di essere femmina che descrivi sono quei sentimenti che le donne, tutte le donne, dovrebbero avere nei confronti di loro stesse per non tollerare più qualsiasi forma di violenza.
    Brava!

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  10. elisabetta sancino ha detto:

    Grazie a tutti per i vostri commenti. Sono felice che le poesie vi siano piaciute ma soprattutto che siano servite a riflettere tutti insieme su un tema scomodo, difficile ma terribilmente attuale.

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  11. Voti utili ai fini del concorso 10

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