Patrizia Pierandrei

figlia1

BAMBINA SPOSA
Nella sua innocenza infantile da bambina
deve subire la volontà di un vecchio signore,
che non ha più il giusto ardore
ed è stanco e senza vigore,
ma la desidera con morbosa possessione.
A lui lei deve ciecamente ubbidire,
senza poter altro preferire,
come un schiava deve a lui dare
il suo immaturo corpo per soddisfare
le sue voglie piene di bramosia,
sopportando la sua esagerata gelosia.
Come una bambola da divano,
deve le sue dure parole sopportare,
mentre lei non può così tenera parlare,
mentre si sente da sola soggiogare,
senza un desiderio da poter avverare.
La sua vita è ormai segnata da un destino,
che non ha scelta né libertà
in una casa, che non è la sua,
nell’attesa di diventare sua sposa
dovendo ingoiare le pretese
di un impostore con strane sorprese.
Fredda e immobile non può sfuggire
alle sue violenti mire,
forse pensa che era meglio morire,
per non dover altre angosce patire.

VERGINE VIOLATA
La giovane ragazza sincera si fidava,
nel suo cieco amore confidava,
che quel tipo fosse serio
e si innamorasse per davvero.
Purtroppo lui di dei s’impossessò,
per farle subire la sua violenza,
che divenne uno stupro in evidenza
del suo feroce sogno di possederla,
mentre lei sola e denudata,
diventava la sua inerme preda,
fino ad essere violentata.
Nella su povera mente il ricordo
di quel misero inganno
le ha lasciato il segno
di quel turpe uomo a lei indegno.
Fidarsi subito non è bello,
spesso si può cadere nel tranello
di un vigliacco, che se la vuol spassare
con le sue insane voglie da sfogare
e le avventure da imbrogliare.
Però l’esperienza di giovinezza
dura più di una dolce carezza,
marcando forte nella personalità
il senso della pura verginità.

GETTATA NEL POZZO
La sua fresca e attraente bellezza
l’ha resa donna prima del tempo
e molti la videro così matura,
da farla sembrare madre natura.
L’altrui invidia la massacrarono
e nel pozzo la gettarono,
credendo così di non vederla mai più
e di dimenticare il suo volto sorridente,
mentre saluta la comune gente.
Ma lei ritorna nella mente,
nei sogni si sente i suoi lamenti,
con i gemiti della sua agonia
fin nella affollata e sporca via.
Vaga il suo spirito inquieto per il parco,
quando il vento soffia e spande le sue foglie
tra i cigli delle immaginate spoglie,
che ancora ricompongono le sue aggraziate forme.
Non si può il suo ricordo dimenticare,
mentre di notte si ode gridare
dalla cupa e profonda fossa
dei gemiti da far tremare le ossa.
Non si può sotterrare la sua anima,
che ha passeggiato leggera e giuliva,
lasciando le orme della sua vita
sulla strada di chi non la capita.

DONNA IN VETRINA
Fin da giovane signorina
viene allenata a fare la vetrina,
per attirare i passanti
e guadagnare denari pesanti.
Non ha segno il suo volto,
che rispecchia sul vetro freddo,
ma espone il suo protuberante corpo,
per arricchirsi dei mercanti.
Come una sirena di plastica
fa richiami ai commercianti,
che s’incantano a guardarti,
perché non hanno nient’altro da darle,
che un incontro passeggero
con un piglio vano e leggero.
La sua faccia senza espressione
prende mance a confusione,
per ridare allo sfruttatore
il guadagno delle sue perdute ore.
Sempre uguale ogni giorno e notte,
sempre con vestiti trasparenti,
scivola via come una condanna
la sua esistenza senza una buona mamma.
Consumata nel suo tedioso vizio,
si riduce ad un trapassato supplizio,
che si spegne lentamente tra i lampioni
di un’oscura via da accattoni.

LAVORO NERO
Nelle quattro mura domestiche si consuma metodicamente
il lavoro della donna con l’usura delle sue mani,
che sanno tessere le fila della vita,
anche quando nessuno la capita.
Dal mattino alla sera non si contano le ore,
in cui si riordina la casa e si preparano
le comodità per la famiglia!
Ma la notte è ancor più dura,
quando al marito nessun altro toglie
il diritto di amarla,
perché lei è la sua sposa,
pur se lei non riposa.
Nessun vede e sa contare
l’importanza della moglie,
quando deve fare i figli
e andare ad occuparsi
dei loro problemi per aiutarli.
Non si sanno i suoi dolori,
per dover partorire,
nuovi figli per lo stato,
che poi viene ignorato.
Sola sempre col suo pensiero,
non può mai tornare indietro,
per donare al mondo intero
il suo cuore con il suo seno vero.

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