Jessica Scarlettrose

jessica

 

Nota

I seguenti componimenti hanno un carattere volutamente emblematico, in quanto esso si riconduce in maniera diretta allo stile artistico-espressivo dell’autrice in auge da anni, a cui ella non riesce a separarsi né a maturare un’espressione con elementi più semplici.

 

 

 

 

Viola di morte

Verranno le tue mani a sfiorare la pelle

nel dicembre eterno, decadente del mio sfarzo?

Odi il mio lamento, la redenzione che non cerco.

La mia schiena, di graffi e di tempo,

che nel nascosto germoglio si impicca all’orizzonte

barcolla con me, follia!

Vorrei fermarti e incidere un taglio

profondo come la mia agonia.

In effige la santa Verità

Veglio su di te,

celata al tuo sguardo e sconfessata al vento.

Immaginerò il tuo amore, sì come in vita ho fatto

ma non dovrò patire il tuo dissenso.

Mio nemico, mio Giuda inquisitore

rimemoro col buio il vuoto tra i culmini

mentre imprimi dello sfacelo l’impronta sul mio viso

sbiadito,

rigando di getto la guancia.

Come un tamburo a lutto

Nel grembo sterile della mia stanza

ovatto l’esistenza, nel lenzuolo guardinga,

nelle pieghe distorte dei punti di vista.

Aleggiano incerte delle nuvole perse

sui ritratti abbozzati dei miei sogni interrotti

sbandando a ritroso e perdendo gli istanti

che crude lancette s’infilzano sotto alla pelle.

Scendemmo nel gorgo

Dal tuo sguardo perverso

riverso in segni sul velluto

alle paure di cantina

corrose dall’assenso muto.

D’espiazione Amore in Morte

il silenzio non ha colpe

si estorce la vita

esprimendo il mencio vizio.

E chiuderà la bocca al vento

come un bacio violento.

Dell’immortalità aborrita

Dal gotico tormento

sigla me, suo testamento

– manifesto e sacrificio –

di un aborto d’uomo mal riuscito

che preme a recitar la redenzione

per proteggere dalla piaga

la preghiera del suo infame nome.

Brindo rosso al mio futuro:

la vita scorre nel canal tra le sponde dell’Inferno

stringo sola

i lembi a forza

dove vagavano le ombre

restan sfregio cicatrice

sulla polpa fino al giro di coscienza.

Cosa leggi in quelle macchie? Cosa vedi nei miei trucchi?

L’esistenza e il suo riscatto io li conservo dentro agli occhi.

Spoglia.

Lui, attore convulso

che erra tra i sé della medesima messinscena

torcendo alle luci l’ultimo spasmo

trasgredisce il mio bozzolo di marmo.

Ferma.

Nessun fiore adagiato per te sulla tomba

dove nulla mi assomiglia

e niente si compone

ma smuove la tua putrefazione!

A te per ogni notte una corolla di lavanda*

ché pian piano ti traghetta posseduto viceversa dalle quinte del mio grido

e giostra sortilegio del destino già adempiuto.

Ormai persa.

 

*Nel linguaggio dei fiori la lavanda simboleggia diffidenza e in generale il prestare attenzione. All’interno dei cespugli si pensava facessero i nidi i serpenti, nonché api e calabroni venivano attirati dal profumo intenso.

 

 

59 commenti Aggiungi il tuo

  1. Cinzia Bersanetti ha detto:

    I suoi versi sono profondi e denotano una spiccata sensibilità; alcuni sono tristi e malinconici, altri molto dolci.

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  2. Alice ha detto:

    La scrittrice esprime i suoi pensieri giocando con le parole

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  3. Ilaria Orioli ha detto:

    Questa ragazza riesce sempre a farmi venire i brividi, riesco a sentire le emozioni da lei descritte con intensità. Argomento che non deve essere dimenticato.

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  4. Leonardo ha detto:

    Hai la poesia nel sangue!!!!!!

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  5. Orietta G ha detto:

    Potenti ma malinconiche

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  6. Chiara S ha detto:

    Questa ragazza merita il meglio del meglio.

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  7. TESTO ELIMINATO DALLA CLASSIFICA.
    PER CHIARIMENTI RIVOLGERSI A lemezzelane.concorsi@gmail.com

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  8. Pamela ha detto:

    Le parole che usa arrivano fino nel profondo come se avesse la giusta chiave per aprire la porta della nostra anima…e toccare l’anima, non è capacità di chiunque.

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  9. monica ha detto:

    ogni volta i regali emozioni

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