La chiusa di Marianna della Penna

Andrea seduto guarda la grande quercia secolare, ha un tronco cavo, un’immensa grotta, dove ospitare bambini per i giochi a nascondino, con lunghi rami giunti fino a terra da ricongiungersi alle stesse radici, come se non volessero spaziare il cielo, ma solo ritrovare la loro origine nel groviglio del presente e del passato, formano ora…

Cronache familiari di Marco Ernst

Milena era sul taxi bianco fresco di autolavaggio che scorreva silenzioso grazie al motore ibrido, lasciandole il tempo e il silenzio giusti per pensare, anzi per ripensare. Milena stava, dopo tanto, troppo tempo, ritornando a casa: una casa che l’avrebbe accolta vuota. Le bambine, infatti, erano dalla nonna e lui, la belva, la causa di…

V come volontà, V come vittoria di Silvana Stremiz

L’aria fresca del mattino colpì in pieno i tre ragazzi appena usciti dalla discoteca con negli occhi ancora quei repentini giochi di luce, nelle orecchie il martellare delle note diffuse a tutto volume e nelle gambe ancora l’adrenalina di una serata spensierata, durante la quale ogni problema, ogni ansia o paura sembravano essere svanite quasi…

Emma e il “gigot d’agneau” di Maria Concetta Distefano

“Din don! Si prega la gentile clientela di recarsi alle casse perché il supermercato sta per chiudere. Affrettarsi alle casse, prego!” Mentre le luci del supermercato cominciavano a spegnersi a una a una lasciandola immersa in un gelido lucore bluastro, Emma gettò una rapida occhiata alla lista della spesa che aveva portato con sé e…

Una donna nuova di Nadia Nunzi

La pelle non dimentica se continui a premere sulle ferite che indossa. Sono passati anni da quando mi ha stregato con i suoi occhi verde mare. Un abile incantatore dal sorriso gentile appoggiato sopra un viso pulito e giovane. Si avvicina a me in quell’ormai lontano giorno di fine estate e mi corteggia con tutto….

La bambola di Franca Marsala

Clara non era mai stata bella, anzi era un piccolo mostriciattolo. Così la definivano i cari genitori, i due fratelli maggiori e la sua adorabile nonnina. E solo perché in una famiglia di biondi era nata bruna, anzi scura come il carbone. Aveva gli occhi e i capelli color ebano, la pelle olivastra. Era alta,…

Un Dio qualsiasi di Laura Mautese

Rosalia si svegliò a fatica, madida di sudore, nonostante la finestra aperta e un refolo d’aria notturna che s’infilava dalle persiane verdi accostate in mezzo. Nella quiete della notte, la testa pesante, solo sentiva, oltre il brusio delle macchine in strada, come uno sbattere lontano di porte. Eppure, no… Il rumore era più vicino e,…

Un’anima di riserva di Liviana Ceccarelli

Posso muovere le mani come voglio adesso che ho gettato via i guanti. Quel velo di pelle su pelle bloccava i miei movimenti come avessi indosso manette e catene. I guanti sono rotolati a terra come farfalle addormentate dalle ali richiuse, piccoli ombrelli maldestri abbandonati a terra sopiti. Porto in giro le mie mani come…

Problemi di miopia di Simona Colaiuda

Un bambino con gli occhiali più grandi del suo viso la fissava curioso, seguiva con lo sguardo il movimento dei ricci che scomposti le ricadevano sulle spalle. Poi, rapido come si era fermato, riprese a succhiare il ciuccio che teneva in bocca e a giocare con la macchinina arancione che aveva in mano. Dovrei portare…

La risorta di Elena Fanti

Pioveva come allora, come in quel giorno. Le gocce d’acqua scivolavano contro il vetro della finestra, gonfie e trasparenti, rimandando il riverbero cinereo e mesto della città. Anastasia lo ricordava bene. Oh, se lo ricordava! In fondo, era impresso sulla sua pelle e niente e nessuno avrebbe mai potuto cancellarlo. Volse il capo verso il…

Soltanto il vento di Alberto di Girolamo

La piazza era deserta. Scirocco era lì e sembrava un torello impazzito, girovagava in tutte le direzioni, pronto a scagliarsi contro qualunque cosa si muovesse. Il suo soffio caldo spingeva le persone a stare con le imposte chiuse. Anche i negozi erano serrati e gli esercenti, da dietro le vetrate, seguivano il volo scomposto delle…

Spina di Nadia Banaudi

Snervante il dolore saliva come un scarica elettrica, le attraversava la testa, passando per la gola. Partiva dal polso. Le faceva male. Ogni volta di più. Alzare il frugoletto per metterlo sul fasciatoio diventava un’impresa. Un lavoro di mano continuo, il suo. Sbottona la tutina, slaccia il panno, alza le gambotte, pulisci, butta la salvietta,…