Patrizia Pierandrei

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TRA  LE  FIAMME  DEL  ROGO

Nel  suo letto  è  stata  incendiata,

perché  forse non è stata  fedele

per  le sue  colpe  crudeli,

non è stata perdonata.

Ma  col  suo strano  incubo,

dal  sonno  risvegliata,

per  fortuna  è stata  salvata!

Per  la  mano ancora  bruciata,

fino  al  viso  deturpata,

riappaiono  le sue  sembianze,

che  ci rivelano  la  violenza

di quel  gesto infame  e codardo.

Come  le  streghe  del  medioevo,

ha  rischiato  di  finire  nel  rogo,

sottratta  da quella  punizione,

per  fortuna  il  suo corpo  trasformato,

ancora è  in  vita  casuale.

Come  nell’inferno  caduta,

adesso  sembra  resuscitata

a  testimoniare  la  sua eternità

di  fronte  a tutta  l’umanità.

Ma  il  suo  viso  dalle  fiamme  plasmato

dimostrerà a tutta la gente  il  ricordo

di quell’esperienza  brutale,

che lascia  il  segno anche nel  cuore!

 

TRASFIGURAZIONE

Non  l’hanno  voluta  così com’era,

non  era  uguale  a tutte le altre,

era  la più buona  e  sincera,

e non la volevano credere vera!

La  sua  bellezza non  era esteriore,

ma  era  ricca  nell’interiore,

con le  sue  doti  e virtù,

serviva  a  quelli  che la chiamavano.

Ma un giorno  il destino si è avventato

contro  di lei si è scagliato

ed  ha deturpato la sua  integrità,

puntando  contro  nella  sua fragilità.

Veloce  più  del  vento  arrabbiato

sopra  di  lei  si è scaraventato,

infrangendo  le  leggi  della pubertà,

senza  nessuna  regola ma con  malvagità.

Ora  sul  suo  corpo  rimane  la cicatrice

del  vile  gesto  repentino,

mai  sarà  punito quel  malandrino,

che è reo  di  un  tale  atto.

Nell’inconscio  della  giovane  non sarà mai dimenticato,

quel  viso  del  brutale  assassino  rimarrà  un  incubo,

che  disturberà  i sogni  della  sua  esistenza.

 

 

CON   ODIO

La  vendetta  viene  gridata  con  odio

verso  la debole  innocente,

che  professa  la  sua fede

nel  Signore in  cui  crede!

Non  ha  avuto misericordia  per  coloro,

che  sanno  piangere

sulle  pene  della  giovane  donna,

violentata  per  cupidigia!

Adescata  con  dolcezze  melliflue,

contorniata  da  balocchi  fasulli,

attirata  negli  inganni  promiscui,

è  caduta  sotto  le  sue  spire

del  serpente  che  vuole  sopraffare.

Le  sue  viscide  mani  sul  suo corpo

hanno  fatto  di lei  una schiava,

impossessandosi  del  suo  seno

fino  a  toglierli  il  senno

e  infiltrandola  di  male  insano.

Derelitta  e  abbandonata,

da sola  l’ha  lasciata,

nel  dolore  e nell’agonia

di  un  vita  svergognata.

Di  lei  si può  aver pietà,

con  senso  di  vergogna,

ma  con  lei  si  può  risvegliare

il  nostro  cuore  per  potersi  amare.

 

FALSA  VESTE

L’hanno  ricoperta  di un  manto  scuro,

sotto  cui celare  le  sue  sembianze,

per  non farsi  riconoscere

dagli sguardi  corrotti  dal  sesso

di  volerla  oltre  la sua  volontà.

Sotto  quel  velo  traspaiono  le  sue  forme,

mentre  dagli  occhi  infuocati

fuoriescono  le sue pupille appuntite

in cerca  di vedere qualcosa intorno,

che  le lasci  capire  dove  si  trova.

Non le è permesso  di muoversi,

non può  dire una parola,

il  suo  padrone  la domina

e  non le  da   un  attimo  di libertà.

Nella  sua  casa  è  il  suo regno,

senza  che  abbia  disdegno,

deve  obbedire  senza  reagire

agli  ordini  dell’uomo,

che abusa  di lei  con  arroganza.

Quando  finirà  il  dominio  maschile,

ci sarà  certo  un  migliore  avvenire!

La  femminilità  troppo  dominata

sfocia  in  una  società  violentata

dai  sadismi  feroci  di  animalesca  natura,

che  non  si possono  reprimere,

ma  si  sfogano  nei numerosi  incidenti.

La  donna  deve  essere  rivestita  con  amore,

per  celebrare con  lei  la  società  con  onore,

superando  tutti  i vecchi  maschilismi,

per  togliere  i  soprannaturali  nichilismi.

 

VISIONE  NOTTURNA

Nel  cuore  della  notte  un urlo rompe il  silenzio,

sbatte  forte nel  petto  con ribalzo

un  fiotto  di  respiro  soffocato!

Come un  fulmine  al  buio

un  lampo  mi  acceca  di  stupore

e  mi  s’infiltra  nella  carne  morbida,

creandomi  un  lacerante  dolore!

Come  aghi  sottili  s’infilano

i  liquidi  nelle  mie  ascelle,

formando  vortici  veloci.

Sulla  fronte  si  formano  goccioline,

che  evaporano  fumando  sui miei occhi,

che  si  socchiudono  nell’oscurità.

Sotto  la  pressione  del  suo  corpo

non  ho possibilità  di  muovermi,

mentre  lui  mi sta  infiltrando,

come  una siringa  pungente

fino  nel  profondo  del  mio  ventre.

Violentemente   sono  sotto  il  tuo  potere

e  non  ho  possibilità  di uscire

dalle  voragini  passionali,

che  mi  stanno  divorando

con  calore  e  possessività.

Ormai  sono  una sua  preda,

ferita  a  morte  per  sempre,

per  donarti  la mia  sessualità.

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