Lucy Nardi – Sezione A 2018

coffee-638x4251 Violenza

Sei stata immancabile solitudine,
sei stata quel leggero bisogno di scappare,
che ha accompagnato tutti i miei anni migliori.

Sei stata quel dolore che mi ha fatto scoppiare

di fronte a due occhi amici,

che mi sussurrava piano di allontanarli.
Sei stata quella violenza inaudita

che non tutti possono comprendere,
perché poi per compensare

mi son circondata di maschere ipocrite.
Allora i capelli che non assumono più forme creative

e la pelle un po’ meno fresca mi indicano che è tempo,

per la mia anima,

di lasciarti andare come si fa con un eterno dolore.

Mi passi accanto e provo solo un lieve disagio.

Lo specchio mi riporta fissa nei miei occhi più oscuri che scuri e lì,

nel bosco delle mie paure,

ritrovo la via della luce.

 

2 Mi abbraccio

Sono pasto o sto mangiando?
Mi guardo i piedi o sono stelle?
Cresce la saliva da mandar giù
di fronte ai dubbi.
Pesco un tassello di pensiero e raccolgo una fresca voce tra la folla.
Propongo ricette di parole da poter condividere.
Assaggio il sugo.
E mentre mi guardi assorto io rido,
poi piango e mi abbraccio.

 

3 A me stessa

A brandelli le vesti
come l’anima riflessa
nei tuoi occhi pece.
Non ritrovi dove hai riposto
la borsa, le chiavi, le tue speranze.
E non ti fidi di una mano tesa.
Temi un sorriso.
Temi l’amore.
Ti lavi spesso e non ti senti mai
veramente pulita.
Non sei tu.
Non ti riconosci, non ti ami.
Come nessuno ti ha mai amata.
Anima ferita, barattata
e gettata ai bordi di una strada sbagliata.
La fiducia è intrappolata
da qualche parte in te,
ma dove?
Ed ogni sorgente creatrice è come prosciugata.
Dove i sogni?
Le mani e la voce tremano.
Preda spaventata,
ti commuovi alla vista dei fiori che appassiscono.
Sei stanca della vita.
Ma non è colpa tua.
Non hai colpe per quella grandine
che ha investito la tua sensibile e giovane epidermide.
Il dolore è indelebile,
ma rinascerai.

 

 

4 Solo mia

Qualcuno o qualcosa ha rapito

la mia anima.

Sono qui. Rinchiusa nella stanza più interna

della mia dimora.

Gli ospiti lo sanno.

Danzo.

Posso liberarmi solo così.

Muovo le mani.

Le osservo.

Ogni parte è un confine proiettato.

Se cerco una porta,

una porta mi appare.

Posso uscire.

Riprendere possesso di me.

Danzo.

Muovo un piede. Scivolo.

I fianchi son fili d’erba al vento.

Seguono il suono.

Lascio le spalle.

Mi muovo in passi nuovi.

Danzo libera e sono fuori

da ogni prigionia.

Sono mia.

 

 

 

5 Basta paura

Mi avvalgo della facoltà

di riposarmi dalla vita,

di percorrere strade inusuali,

di essere diverso.

Mi avvalgo della facoltà di praticare il silenzio,

di partorire idee e rinascite, di cambiar pelle.

Mi avvalgo della facoltà di contraddirmi,

di farmi male, di farti male,

di sbagliare.

Che sciocchi che siamo.

Mi do la possibilità di dipingere

la sensazione di un abbraccio,

di tener testa alla presunzione e

di andarmene senza lasciar traccia.

Stigmatizzata nell’anima,

resa bandiera da piantare

sulle vostre terre,

schiavizzata dal terrorismo silente

di questa società

scelgo con maestoso coraggio

la libertà alla paura.

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