Angela Fedele – Poesia Sez. B

VIOLENZA
Viola il livido su quella bocca.
Violenta la mano che ti tocca.
Vìola il patto d’amore stretto.
Vìola il calore che cercavi nel letto.
Viola, vent’anni,
Enza quaranta.
Violenza condanni.
Violenza sì tanta.

FILI DI LANA ROSSI
Fili di lana rossi
pelle color the.

L’intreccio lega anime antiche sorelle.
Non più labirinti e minotauri
ma sorellanza d’Amore profondo.
Fili di lana rossi
sui nostri polsi
a ricordare il sangue
perso,
rubato,
non rispettato,
da figli viziati,
da padri malati,
da uomini deboli e spaventati.
Fili di lana rossi,
unite le nostre vene
a ricordare chi siamo
e che immenso potere abbiamo.

TI AMO
Ti amo,

così tanto che non ho orario.
Ti seguo, ti guardo, ovunque e comunque.

Ti amo,
e sarai mia per sempre,

finché farai come ti dico saremo la coppia perfetta.

Ti amo,

ma torna a casa subito dopo lavoro,
non parlare con nessuno,
io solo so capirti.
Ti amo,
e sei così bella…

…che la tua bellezza sarà sempre e solo mia.

Ti amo,

anche se non ti ho mai parlato,
anche se ora piangi,
il viso sciolto,
l’acido attorno.
Piangi
e io ti dico
Ti amo.

ZITTA
Zitta!
Stai zitta inutile donna,
tu e quella tua maledetta gonna!
Così, davanti a tutti, tu mi svergogni.

E crack,
s’infrange il vetro
e con lui tutti i tuoi sogni.
Intima ti ritrovi con il nero
di un tavolino e dei suoi bisogni.
Si sporca il bianco
di un tempo,
di un luogo,
di un abito affranto.
Si tinge di rosso,
una macchia,
piccina,
che cade nel basso.
Zitta,
rimani zitta davanti a lui,
condanna morale di parole non dette.

Zitta ascolti,
il battito del tuo cuore ferito.
Zitta senti,

lo scorrere del sangue sul mento.

Zitta stai,

con la colpa che ti s’insinua dentro.
Zitta te ne vai,
la testa sullo scalino,
una chiazza sul pavimento.
Questa volta zitta non pulirai.

TRENTASEI
Trentasei le rughe sul tuo viso.
Sei così bella anche ora
dopo tanti anni…
I tuoi occhi d’acqua lo rapirono,
e vi innamoraste di una passione folle.

Cinque i figli,
cinque gli anni,
cinque le dita sul tuo viso.
Devota come una madonna
sei sempre stata come e chi dovevi,
il segreto custodito gelosamente con vergogna.

Poi basta.

50 anni di matrimonio e hai detto basta.
Negli occhi ricordo il coraggio del leone
Lui, che si appoggia al bastone, quell’apparenza fragile,
ha sancito il patto eterno con una pietra
e ti ha messa a letto ripetendo
“per sempre mia”.

Ora davanti a me sei la più bella biancaneve,
in attesa giaci di un qualcosa di più
allo scadere del tempo,
anche all’ultima fermata del treno.

Ciao nonna.

 

Un commento Aggiungi il tuo

  1. test ha detto:

    No matter if some one searches for his required thing, therefore he/she desires to be available that in detail, therefore that thing is maintained over
    here.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...