Sandra Vannicola – Poesia Sez. B

Vorrei

Vorrei raccogliere i pensieri

Riavvolgere i momenti di me come filamenti di un sogno

Ricomporre ogni cosa che è stata,

Fino a quel giorno, a quella sera

Quella gelida sera d’inverno

Vorrei annientare il ghiaccio dei suoi occhi

cancellare il gelo tagliente delle sue mani avvolte su di me

come spire di un serpente velenoso

dimenticare il vuoto della mia anima persa dentro un destino che non avrei voluto

Sto ripercorrendo i pezzi del mio io sbriciolati nel buio di una sera

Vorrei trovare un varco, una luce che mi eviti di rivivere ciò che è stato

In quella lunga interminabile sera

Quando la vita mi è crollata addosso

Quando il peso di qualcosa di sporco su di me mi ha schiacciato

Quando qualcuno ha annientato ciò che ero, i miei entusiasmi

Vorrei ritrovare i miei sorrisi

Soffocati nei meandri di un desiderio vile

In una sera lunghissima, strana

Un ricordo che non riesco a sostenere

Che ormai è dentro la mia pelle per sempre

Alzo i miei occhi e mi trovo persa dietro al vetro della mia stanza

Una stanza buia che non so più riconoscere

La pioggia che cade e bagna quel vetro sembra accompagnare il ritmo delle mie lacrime

Lacrime d’inverno, di un inverno gelido e opprimente dentro

Non so se riuscirò più a rialzarmi

Vorrei

Vorrei tanto…

 

Peccato

Peccato aver sprecato una vita

Come goccia di acero che scivola copiosa a terra

Avvolta nel manto di un egoismo becero

Peccato aver soffocato i sospiri e la voglia di sorridere

Persi dentro una forza che è debolezza estrema

Peccato non aver saputo amare

Peccato

Io adesso vivo sopra ad una nuvola

Avremmo potuto incontrarci nell’azzurro del cielo

Avremmo potuto incrociare il meglio di noi

Avremmo potuto semplicemente amarci

Peccato, davvero!

 

Dammi madre

Dammi Madre Celeste la forza che non ho più

Dammi il coraggio che non trovo nei miei passi stanchi

Dammi un arcobaleno di momenti che posso rivivere ancora

Dammi la leggerezza di lasciarmi sfiorare da un brivido ancora una volta

Ti chiedo di darmi,

ma poi, non so

Non so se troverò più il coraggio di amare

Non so se troverò più la forza di rivivere un’emozione

Intanto mi affido a te sicura che mi avvolgerai, tu si, nell’immensità del tuo candore.

 

Ero

Ero foglia leggera che si cullava nell’aria del mattino

Ero brezza fresca dei mattini d’inverno

Ero sole che riscaldava i passi

Ero arcobaleno di primavera per vedere il colore e il bello di ogni cosa

Ero tutto questo e molto altro ancora

Ero quello che adesso non sono più

E che mai più ritornerò ad essere.

 

Ho fatto un sogno

Ho fatto un sogno

Ho pensato a Bea

L’ho vista dietro ad uno specchio

Ho visto occhi che non so riconoscere

Ho sentito sospiri che impallidiscono il cielo

Ho udito un silenzio fatto di suoni di un dolore profondo

Che rimbomba nel vuoto dei miei pensieri

Vorrei uscire da quel sogno, ma non posso

Quel sogno si è vestito di realtà, di cruda e triste realtà

E ormai non rimane più niente

Forse c’è solo il ricordo.

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