Serena Barsottelli – Poesia Sez. B

Sveva

Sveva amava la luna,

le sorrideva tra le stelle.

Sveva camminava sicura,

nelle strade buie,

nei deserti di gente.

Sveva non aveva mai paura,

ché esser coraggiosi

era una roba da grandi,

non una sciocchezza da ragazzi.

Sveva camminava libera

senza voltarsi indietro,

senza temere altri passi.

Nel mondo di Sveva

il male non esiste

e della morte chissenefrega.

Non puoi morire due volte,

e Sveva l’avevano già ammazzata.

E la luce della luna era gentile

sulla sua pelle lacrimata.

E non c’era niente da temere,

niente nella notte,

ché i mostri non vivono al buio,

lontani, nascosti.

Sveva amava la luna

ché non le chiedeva niente.

E se una lacrima bruciava,

quella era pioggia,

era pioggia delle stelle.

 

Matilde

 Matilde a capo chino,

Matilde silenziosa,

Matilde sempre composta.

Matilde stava nell’auto accesa

e non scendeva,

non scendeva

perché fuori era freddo,

ma il freddo era dentro.

E la luce le dava noia,

le veniva mal di testa,

non toglieva mai gli occhiali da sole,

come fosse sempre festa.

Matilde non metteva mai uno scollo,

mai una gonna troppo corta,

non un rossetto, non rimmel.

Ma sul viso di Matilde

c’era fondotinta,

e del correttore,

e grandi lenti su metà viso

le toglievano il sorriso.

Matilde non aveva fretta,

Matilde non aveva freddo,

Matilde aveva una valigia

proprio sotto il letto,

era pronta a scappare.

E la valigia è ancora a terra

e Matilde un poco più sotto.

Matilde un poco più sotto.

 

Luisa

Luisa e il suo silenzio,

Luisa nel suo castello.

Luisa correva nel prato

vicino alla vecchia casa.

Luisa coglieva i fiori,

Luisa guardava le nuvole

e giocava nel cielo.

Luisa e il suo silenzio,

Luisa nel suo castello.

Luisa correva al profumo

di un dolce appena sfornato,

di pasta appena cotta,

di zucchero filato.

Luisa nel suo silenzio.

Chiudeva gli occhi Luisa

e sognava,

e ricordava,

un’innocenza strappata.

E aspettava.

In silenzio aspettava.

E suo marito si rivestiva,

alla fine se ne andava,

e Luisa restava

nel suo silenzio,

nel suo castello.

Luisa, nuda, sul letto,

rotta, nel suo silenzio.

Distrutto il suo castello.

 

Cecilia

 Cecilia non faceva niente

quando allattava sua figlia,

di giorno e di notte,

poi di notte e di giorno,

tutto il giorno e tutta la notte.
Cecilia non faceva niente

quando preparava il pranzo,

la tavola, la cucina.

Quando non mangiava

e lo sfamava.

Cecilia non faceva niente

quando lui tornava,

e lo abbracciava,

lo baciava,

lo rassicurava.

Cecilia faceva schifo,

Cecilia faceva solo schifo,

perché non si truccava,

neanche non si pettinava.

Lo diceva sempre lui.

Cecilia si faceva schifo

perché ormai non sognava,

non rideva,

e tutto le pesava,

tutto pesava.

Cecilia si scusava

quando sorgeva il sole

se con il suo respiro

aveva fatto rumore.

Cecilia ora non fa più rumore.

 

Anna

 Anna ballava

in fila alle poste,

alla stazione del treno,

ovunque lei fosse.

Anna ballava

anche sul cubo

il venerdì sera:

era felice,

sorrideva.

Tanto bastava

per farne un trofeo,

premio indegno

di un torneo.

E nel parcheggio

Anna non ballò più,

non si mosse più.

C’era freddo,

non per la notte,

era solo il dolore.

Sotto la pelle,

bagnava le ossa.

 

Anna è cambiata,

sta ferma alle poste.

Anna non sorride più.

Amava ballare,

anche sul cubo

il venerdì sera.

Tanto era bastato.

Tanto era bastato.

26 commenti Aggiungi il tuo

  1. SIMONETTA ha detto:

    Cecilia è un vero pugno allo stomaco. Per non festeggiare le donne solo l 8 marzo andrebbe pubblicata selle antologie di scuola

    "Mi piace"

  2. michela ha detto:

    Poesie molto belle dedicate alle donne sempre più sole e purtroppo ancora vittime della violenza fisica e mentale

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    1. Monica ha detto:

      Bellissime! Complimenti serena!

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  3. Donata pescaglini ha detto:

    Donne con diverse problematiche e tutte particolari. Raccontane tutte da una penna speciale

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  4. Piera ha detto:

    Entrano nel cuore e le senti sulla pelle

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  5. Ambra ha detto:

    Belle

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  6. Paola ha detto:

    L’amarezza della verità scritta con la delicatezza di una donna che parla di e per altre donne. Brava Serena!

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  7. María Elena ha detto:

    Belle ed emozionanti. Poche parole che descrivono tratti profondi che segnano la vita di ormai troppe donne.

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  8. Miriam ha detto:

    Brava serena ….le tue poesie esprimono quello che purtroppo al mondo tante donne sopportano … Matilde mi ha emozionato

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  9. Laura ha detto:

    Veramente belle. Brava Serena

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  10. Ilaria Capaccioli ha detto:

    Ho ancora i brividi, soprattutto per Matilde e per Cecilia…
    Vorrei che in ogni stazione ed in ogni aeroporto vi fosse uno spazio per queste poesie, in maniera tale da sviluppare un pensiero condiviso e far sì che le ragazzine scelgano con gli occhi aperti il compagno di una vita.

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  11. Simona ha detto:

    Il dolore delle donne raccontato con la delicatezza che le rappresenta. Complimenti Serena

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    1. Elisa ha detto:

      Belle poesie, brava serena!

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  12. Erika ha detto:

    Bellissime Serena.

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    1. Otella ha detto:

      Parole che arrivano dritte al cuore e ti portano dentro l’anima di queste donne… tristezza, sofferenza, solitudine, alienazione…Serena sei unica.

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  13. Giulia ha detto:

    Brutalità pura, scritta con la delicatezza di una donna, quella di Serena. Dritta al cuore, è sempre un piacere leggerti.

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  14. Anna chiara ha detto:

    L’intima sofferenza diventa monito!

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  15. Chiara ha detto:

    Un pugno allo stomaco, un velo di tristezza e tanta solitudine… poesie scritte magistralmente con tanta consapevolezza di quello che alcune donne del nostro secolo sono costrette a vivere

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  16. Patrizia Gervasi ha detto:

    Ancora troppe Cecilia, Matilde, Luisa…troppe. Con il cuore stretto ti dico brava, Serena

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  17. Luisa ha detto:

    Sveva, Matilde, Luisa, Cecilia e Anna: cinque donne, cinque anime e un solo dolore. Con pochi tratti rapidi, secchi e sferzanti, Serena tratteggia con maestria l’angoscia dell’essere femminile dolente e inascoltato.

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  18. Otella ha detto:

    Parole che arrivano dritte al cuore e ti fanno entrare nell’anima di queste donne… tristezza, solitudine, paura, alienazione… Serena sei unica

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    1. Arianna Resta ha detto:

      Emozioni. Questo suscitano le parole scritte da Serena, una velata pacatezza che nasconde un vulcano di emozioni!

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  19. Gabriele Barbossa Marchi ha detto:

    Parole che volano leggere nonostante siano piene di significato. Come tutte le vere poesie, queste bellissime poesie dicono tanto in pochi versi. Complimenti.

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  20. Angela ha detto:

    Bellissime Sere, questa tua capacità mi stupisce sempre.
    Brava!

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  21. Francesca ha detto:

    Sono bellissime e molto toccanti. Brava Serena.

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  22. Leonardo ha detto:

    Per un uomo è sempre difficile, se non impossibile, comprendere l’altro sesso. Queste composizioni, così sincere, rappresentano per me uno spiraglio verso un altro mondo. Il trauma di una violenza subita porta uomini e donne ad esprimere la propria sofferenza in modi così diversi!. Questa incomprensione reciproca porta a violenza reciproca perché non si è in grado di provare la giusta empatia. Queste poesie sono una porta socchiusa, timidamente, verso un futuro di maggior comprensione e rispetto tra di noi.

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