Simona Riccialdelli – Poesia Sez. A

Sofferenza senza limiti

Sofferenza senza limiti, nel cuore, nel corpo, nell’anima!
Come selvaggia punizione del male,
impossessa le viscere senza colpe,
con la riscossa del tornado a spegnere ogni luce accesa nel cammino.
E vago inondata di tutto questo martirio,
di un assassino destino scagliato contro il mio corpo,
sanguinosa e maledetta fantasia in questo presente ad oscurare la vista.
Perforazioni invadenti negli occhi,
senza più lacrime da versare,
invecchiati da polvere di fatalità,
bloccati da ogni atroce visione.
Desolata e incatenata dentro un ricordo che mi avvolge,
trepidante di passione nella più remota particella del passato.
Illuminata a non guardare, a non pensare,
a non provare, convinta di restare,
aspetto ogni secondo contato minuziosamente dal tempo.
Sconfitta apparentemente,
faccio gioire gli altri negando me stessa all’ardore.
Colgo emozioni su alberi sempreverdi,
fra le foglie scese e trasportate da un lieve rumore soffuso nel vento,
momenti intensi, quasi incessanti,
dove il cuore tocca ogni battito di ali fuggenti.

31 Ottobre festa del male del mondo

Dentro i sensi mi racchiudo,
come assopita dal mondo,
sono io che vivo intensamente nella percezione totale.
Io vedo, io sento, io tocco, io ascolto, io gusto.
Sono me stessa sempre, nella bellezza dell’essere,
di quegli attimi veri che non torneranno,
di quell’istante che vola senza ritorno.
Compio i miei passi verso la morte,
in quella liberazione totale dal male.
Come magia mi cattura l’Altissimo,
nella sua immensità l’onnipotente per l’eternità.
In questo giorno del male io ti invoco mio Signore,
per non farmi cadere in tentazione,
per non farmi sbandare per la via,
per non farmi incontrare chi non voglio,
chi detesto e mi cerca sempre!
Ti prego Gesù,
per Tua gratuita misericordia,
lasciami vivere in pace,
non permettere più tanta sofferenza,
l’atrocità che questo mondo riserva.
Grazie Gesù, solo TU per sempre in me.

La solitudine

La solitudine a farti compagnia,
in quello stato emotivo senza uscita,
mentre gli altri camminano felici intorno.
Quella nebbia che cala ogni sera,
quando la porta si chiude alle spalle e il mondo resta fuori.
Il cuore si spegne a poco a poco,
in quel terribile sguardo perso nel nulla.
Mentre i ricordi volano, irrequieti e baldanzosi,
senza un respiro di speranza,
nella totale assenza di vita.
Abbandonata a te stessa,
come una scelta creata goccia a goccia,
dentro un bicchiere vuoto che piano, piano riempi lacrimando.
Sofferenza perenne per sensibile follia,
per quel povero amore che nessuno capisce,
ma che colpisce, ferisce e perisce.
Brutalità che spezza, che corrode l’esistenza.
Solitudine, questa sei,
nell’immensità di chi prova a lasciarti,
per liberarsi dall’ossessione di morte che lascia traccia,
scomponendo la roccia, rotolando via come foglie nel vento.

Scrivere la vita

Nel ghetto stante l’illuminato scrive,
passando parola all’esistenza,
in quel grigiore delle tane per poveri appassiti.
Siamo lasciati e abbandonati a noi,
nell’ignoranza dell’essere,
nel tormento scenico di quell’anima,
che nel delirio scrive parole e poesie d’amore.
Per quella gogna che viviamo incoscienti,
inermi dentro le quattro mura,
in quelle celle destinate al nostro cammino sulla terra.
Sulle spalle portiamo il peso della vita,
a cavalcioni rincorriamo gli incubi,
che affiorano ognora alla mente.
Tu cattivo destino,
che ci prendesti per mano come amico sincero,
vorrei fuggir da te,
per esiliarmi dentro il me stesso che mi cattura,
nello splendore della rinascita,
che interiormente spinge sempre forte a TE.

Oltre questo male

Mentre la notte mi accorgo di andare oltre, mi rilasso.
Entro in quel mondo dove tutto tace di questo mondo,
dove le urla non possono entrare a disturbare,
solo silenzio di pace, serenità e amore.
Cuore di luce, grappolo di vita senza un peso da portare,
senza quella rabbia logorante a martoriare.
Quotidianità spenta dal rancore,
amarezza che cresce,
mentre tutto trascorre nel male.
Occhi socchiusi che vagano spenti in mezzo a tanta luce,
accecati d’argento, verso un limite senza limite.
Addolorata guardo e assorbo,
non capendo le loro scelte macabre,
logoranti mentre credono appaganti.
Un sospiro che scaccia un tormento,
sgomento in ogni argomento,
Intrigo annunciato e realizzato nello Spirito,
un urlo nel vuoto in quel dolore sordo e acceso.
Laguna e sabbie mobili,
acqua e bellezza grandioso rifugio terreno
che al calar del sole ombreggi la luna,
accogli la mia pochezza umana nel dilagar del tuo prodigio,
mentre la mente corre fuori dal mondo,
per proteggersi in ogni angolo oscuro della vita.
Eccoci accolti fra le braccia del Cristo risorto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...