Rapporto ONU 2018 contro la violenza di genere

46663210_2272965492934042_663160774616678400_n.jpg

La violenza contro le donne e le ragazze è una delle violazioni più diffuse, persistenti e devastanti dei diritti umani nel mondo. Oggi rimane in gran parte non dichiarata a causa dell’impunità, del silenzio, dello stigma e della vergogna che la circondano.

La violenza contro le donne si manifesta in forme fisiche, sessuali e psicologiche e sono:

  • Partner intimo: violenza, abuso psicologico, stupro coniugale, femminicidio;
  • Violenze sessuali e molesti da sconosciuti o conoscenti: stupro, atti sessuali forzati, avances sessuali indesiderate, abusi sessuali sui minori, matrimoni forzati, molestie di strada, stalking, molestie informatiche;
  • Tratta di esseri umani: schiavitù, sfruttamento sessuale;
  • Nei paesi sottosviluppati: mutilazione dei genitali, matrimonio infantile.

La dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne, emessa dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1993, definisce la violenza di genere come “qualsiasi atto di violenza di genere che si traduca, o possa comportare, in senso fisico sessuale o danno psicologico o sofferenza alle donne, comprese le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, che si verifichino nella vita pubblica o privata”.

Le conseguenze negative per la salute, psicologiche, sessuali e riproduttive della violenza contro le donne e le ragazze interessano le donne in tutte le fasi della loro vita.

E’ violenza contro le donne e le ragazze anche ostacolare la scolarizzazione primaria e il diritto all’istruzione. Tali comportamenti sono da biasimare, poiché limitano l’accesso all’istruzione superiore e possono tradursi in mancate o limitate opportunità per le donne nel mercato del lavoro.

La violenza di genere può accadere a chiunque e ovunque, ma alcune donne e ragazze sono più vulnerabili. Si pensi alle ragazze giovani o minnorenni, alle anziane che non riescono a difendersi, alle donne che si identificano come lesbiche, bisessuali, transgender o intersessuali, alle donne migranti o rifugiate, alle donne indigene o in minoranza etnica, o alle donne che vivono con l’HIV, alle disabili, e coloro che vivono nelle crisi umanitarie.

La violenza contro le donne continua a rappresentare un ostacolo al raggiungimento dell’uguaglianza, dello sviluppo, della pace e del rispetto dei diritti umani delle donne.

Alcuni dati degli ultimi cinque anni al 2017:

  • 1 donna su 3 subisce violenza fisica o sessuale più frequentemente da un perner intimo;
  • Solo il 52% delle donne sposate o conviventi prende liberamente le proprie decisioni in merito a rapporti sessuali, uso di contraccettivi e assistenza sanitaria;
  • In tutto il mondo, quasi 750 milioni di donne o ragazze si sono sposate prima del diciottesimo compleanno, mentre 200 milioni di donne e ragazze hanno subito la mutilazione dei genitali;
  • 1 donna su 2 è stat uccisa dal proprio partner o da un familiare; mentre 1 uomo su 20 è stato uccisio in circostanze simili;
  • Il 71% di tutte le vittime della tratta di esseri umani nel mondo sono donne e ragazze e 3 su 4 sono sessualmente sfruttate.

La violenza contro le donne + una cauda grave di morte o incapacità riproduttiva; è anche una delle maggiori cause di malattia o cancro rispetto agli incidenti stradali e alla malaria messi insieme.

Nessuno conosce la reale portata della violenza contro le donne. Solo chi l’ha subita vive con il timore di rappresaglie da parte del violentatore o dello stalker; c’è l’impatto di non essere credute, lo stigma da sopportare, in molte donne e ragazze la violenza subita è un segno distintivo di vergogna. Tutto questo ha messo a tacere le voci di milioni di sopravvissute alla violenza e mascherato la vera portata delle orribili esperienze.

Il tema delle Nazioni Unite di quest’anno, Orange the world #HearMeToo, ha lo scopo di onorare e amplificare ulteriormente le voci, riunendo tutti i soggetti che hanno subito violenza  di qualsiasi classe, etnia, età, in un contesto globale di solidarietà. E’ un invito ad ascoltare e credere alle sopravvissute, a porre fine alla cultura del silenzio e a mettere le sopravvissute al centro degli interessi di ogni nazione.

Coloro che hanno parlato, hanno aiutato a capire meglio quanta molestia sessuale è stata normalizzata e persino giustificata come una parte inevitabile della vita di una donna.

“Un piccolo inconveniente quotidiano” non può essere ignorato o tollerato.

#HearMeToo è anche un forte richiamo alle forze dell’ordine. E’ profondamente sbagliato che la stragrande maggioranza dei perpetratori di violenza contro le donne e le ragazze non abbia conseguenze. Solo una minoranza dei casi viene segnalata alla polizia; una percentuale di queste si traduce in accuse e solo in parte c’è una severa condanna.

Le leggi devono riconoscere che le molestie sessuali sono una forma di discriminazione nei confronti delle donne e una violazione dei diritti umani. Purtroppo, c’è ancora una lunga strada da percorrere su scala globale:

  • solo 2 paesi su 3 hanno dichiarato illegale la violenza domestica;
  • 37 paesi in tutto il mondo continuano a esentare gli autori di stupro dall’accusa se sono sposati con la vittima;
  • 49 paesi non hanno leggi che tutelino le donne dalla violenza.

#HearmeToo l’attivismo contro la violenza di genere si colora di arancione.